Klimaschutz – Ja! – 13. Juni 2021

La nostra piccola Svizzera! Dà l’esempio anche nella protezione del clima?

  • Al contrario! Il cambiamento climatico è un problema globale, e come tale include anche i danni in Svizzera. Quasi nessun paese in Europa ha così tanti impianti di riscaldamento a gasolio, né immette sulle strade ogni anno una simile flotta di automobili nuove ad alto consumo di carburante. Gli svizzeri volano con frequenza doppia rispetto agli stati confinanti.
  • Se si tiene conto delle emissioni legate al consumo all’estero e dell’impatto degli investimenti delle piazze finanziarie, la Svizzera si posiziona al sesto posto a livello globale in termini di emissioni, ovvero davanti ad altri 192 paesi, spesso più grandi e popolosi.
  • E comunque: con l’Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è già impegnata nel 2017 ad adottare misure di protezione del clima a livello nazionale. La legge sul CO2 costituisce il primo passo verso l’attuazione di questo impegno. Ciò è giusto ed equo.
  • Grazie all’innovazione e al sostegno all’esportazione nel mondo di tecnologie per ridurre le emissioni, la legge nel periodo 2022-30 permetterà di evitare l’emissione di 900 milioni di t di CO2. Per un confronto le emissioni della Svizzera in un anno sono di 46 milioni di t. Quindi la legge avrà un impatto globale importante e che va ben oltre alla riduzioni delle emissioni interne.

Agire da soli?!

  • Il mondo intero agisce: praticamente tutti gli stati hanno aderito all’Accordo di Parigi sul clima. Con il nuovo Presidente Joe Biden, vi si riassociano anche gli Stati Uniti. L’Unione europea, la Cina, il Giappone, il Canada e molti altri hanno adottato obiettivi climatici più ambiziosi nel 2020. Anche la Svizzera fa la propria parte con la legge sul CO2. Da un punto di vista globale, ciò equo e giusto. La Svizzera non conta poi così poco. Quasi nessun paese in Europa ha così tanti veicoli inefficienti, così tanti riscaldamenti a gasolio né immette sulle strade ogni anno una simile flotta di automobili nuove ad alto consumo di carburante. Inoltre, in Svizzera voliamo con frequenza doppia rispetto agli stati confinanti. Se si tiene conto delle emissioni legate al consumo all’estero e dell’impatto degli investimenti delle piazze finanziarie, la Svizzera si posiziona al sesto posto a livello globale in termini di emissioni, ovvero davanti ad altri 192 paesi, spesso significativamente più grandi e popolosi.

Il rimprovero della burocrazia.

  • L’Unione svizzera delle arti e mestieri combatte tutto ciò che determina più burocrazia. Rinuncia però ad esprimersi sulla legge sul CO2.
  • Con gli strumenti esistenti, la Svizzera non è stata in grado di ridurre le proprie emissioni dal 1990 di quanto si era prefissa. Ecco perché abbiamo bisogno di misure nuove ed efficaci.
  • l punto è abbandonare i combustibili fossili, non attraverso i divieti, bensì grazie alla trasparenza dei costi. La legge introduce i prelievi secondo il principio di causalità. Chi vola sovente e a lungo raggio, riscalda con grandi quantità di petrolio o guida spesso un’automobile con consumi di benzina e diesel elevati, verserà più tasse secondo il principio «chi inquina paga». Chi emette poco CO2 ne beneficerà invece a livello economico. I proventi di queste tasse saranno inoltre ridistribuiti alla popolazione in larga misura.
  • Il TCS, ad esempio, dice SÌ perché non vi sono divieti di mobilità.
  • Uno dei regolamenti della legge sul CO2 è relativo al Fondo per il clima, volto a stimolare l’innovazione economica e il libero mercato per una maggiore tutela climatica.
  • Non vi saranno nuovi compiti amministrativi per le famiglie né le PMI.

La legge sul CO2 aiuta la nostra vita?

  • La legge funziona tramite incentivazioni, non tramite divieti. Ecco perché economiesuisse e tutti i partiti tranne l’UDC dicono Sì. Coloro che si comportano in modo rispettoso del clima saranno anche ricompensati a livello economico.
  • Alcune regole decadono: una pompa di calore non richiede uno spazzacamino né l’odierno controllo delle emissioni. Vengono inoltre eliminati i costosi abbonamenti per la manutenzione dei riscaldamenti a gasolio.

La Svizzera ha davvero bisogno della legge sul CO2 per raggiungere i suoi obiettivi climatici?

  • Al contrario! La nuova legge sul CO2 costituisce un prerequisito affinché la Svizzera sia in grado di raggiungere i propri obiettivi climatici. Come la maggior parte degli altri stati, con l’Accordo di Parigi sul clima del 2017 anche la Svizzera si è impegnata a contribuire all’obiettivo globale (riscaldamento inferiore a 2 gradi) e a ridurre le emissioni nette di CO2 a zero entro il 2050.
  • La legge sul CO2 rappresenta il primo obiettivo intermedio per l’attuazione di questo impegno a favore del clima. Le emissioni di gas a effetto serra devono diminuire almeno del 50% entro il 2030 rispetto al 1990. Un obiettivo realistico da realizzarsi al 75% in Svizzera.
  • Non si può continuare come fatto finora: senza la nuova legge sul CO2, entro il 2030 scaricheremo nell’atmosfera circa 80 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto a uno scenario che include questa legge. Ciò corrisponde alle emissioni totali per 5 anni del traffico stradale!

Qui o all’estero?

  • In primo luogo: con l’Accordo di Parigi, la Svizzera si è impegnata a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra a zero entro il 2050.
  • In secondo luogo: con l’Accordo di Parigi, praticamente tutti i paesi si sono vincolati a raggiungere gli obiettivi in materia di cambiamento climatico. Ecco perché realizzare delle riduzioni all’estero diventa sempre più difficile e costoso, qualora la Confederazione puntasse a includere per sé il computo di tale riduzione. Non è chiaro se e per quanto tempo esse saranno disponibili in quantità e qualità sufficienti, e ogni tonnellata nel frattempo ridotta all’estero deve essere ridotta due volte più velocemente in Svizzera.
  • In terzo luogo: vale la pena investire nella protezione del clima a livello nazionale. Il denaro rimane all’industria svizzera, rafforzando la creazione di valore nel contesto elvetico e la produzione di energia. E a lungo termine, le misure di protezione del clima portano persino a risparmi netti. Lo dimostra uno studio della ZHAW.
  • In quarto luogo: la nuova legge sul CO2 lascia spazio a riduzioni all’estero nell’interesse dell’economia. Fino a un quarto dell’ obiettivo di riduzione (-50%) deve essere raggiunto mediante riduzioni all’estero, accreditate poi alla Svizzera. Inoltre, una parte del Fondo per il clima dovrebbe contribuire ad innescare riduzioni decisamente significative all’estero, senza imputarle direttamente alla Svizzera.
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